Mucca pazza sotto controllo

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I veterinari, i produttori di carne e tutte le persone che, a vario titolo, sono state coinvolte, per un lungo periodo, nella vicenda della mucca pazza possono finalmente tirare un sospiro di sollievo.  Il Ministero della Salute ha deciso il 17 marzo  2015 (*) di modificare la lista dei  Materiali Specifici a Rischio o MSR, cioè dei materiali ricavati dalla macellazione dei bovini ritenuti pericolosi e, pertanto, destinati all’incenerimento.

La lista era stata aggiornata 14 anni fa, nel 2001, in seguito alla vicenda della BSE (encefalopatia spongiforme bovina), e l’inclusione nell’elenco degli intestini aveva comportato la scomparsa, dalle tavole italiane (e non solo), di alcune specialità come pure l’abbandono progressivo del budello bovino come metodo per insaccare i salumi.

Nel tempo, tutti gli studi effettuati e recepiti nel parere dell’EFSA del 13 febbraio 2014, hanno scagionato l’intestino come organo da considerare a rischio BSE. L’agenzia afferma che il 90% dell’infettività in un animale infetto risiede nel sistema nervoso centrale, mentre quella associata alle parti di intestino diverse dagli ultimi 4 metri del tenue, cieco e mesentere è trascurabile.

Il Centro di referenza nazionale (CEA) di Torino ha già provveduto alla stesura delle linee guida nazionali per l’applicazione del Regolamento. Dal 16 luglio solo il cranio, esclusa la mandibola e compresi il cervello e gli occhi, il midollo spinale degli animali di età superiore a 12 mesi restano nella lista dei materiali specifici a rischio, quindi esclusi dal consumo. Il budello naturale è invece sempre edibile in quanto ottenuto dal tratto intestinale di animali da allevamento sottoposto a ispezione del veterinario. “La sua forma, dimensione e struttura visibili” si legge nel comunicato ufficiale del CEA “rimangono inalterate dopo il processo di lavorazione, che si concretizza solo nella pulizia in profondità e conservazione sotto sale. Le budella naturali per insaccati sono prodotti tradizionali usati nella produzione di specialità a base di carne per secoli, e sono rimaste virtualmente inalterate in funzione e aspetto. Pertanto, finalmente, una larga varietà di salumi di alta qualità che esprimono la tradizione gastronomica italiana possono nuovamente essere prodotti utilizzando il budello naturale bovino che consente di ottenere alimenti eccellenti sotto il profilo di gusto, profumo e aroma”.

Fonte: ilfattoalimentare.it

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