L’agricoltura deve stare al passo coi tempi

Diversificare le attività in azienda, puntare sull’ innovazione e sul legame con la propria storia e tradizione: queste le ricette per l’agricoltura di domani, secondo le associazioni di categoria. Con un cambio di mentalità che passa dalla necessità degli agricoltori di trasformarsi sempre più in imprenditori. Non basta più produrre, bisogna trovare i mercati, seguire le esigenze dei consumatori. Insomma, per sopravvivere bisogna cambiare passo.

 

E il tema della sostenibilità delle colture storiche è al centro dell’agenda: «Gli agricoltori sono i protagonisti del territorio – conferma Paola Battioli, alla guida di Confagricoltura Novara e Vco – lo abitano, ci lavorano, lo conservano. Noi, in questo ambiente, viviamo tutti i giorni: e ci sta a cuore. La risicoltura è il nostro cavallo di battaglia ma negli ultimi anni molte questioni non sono andate per il verso giusto. Parlo dei mercati, dei prezzi. Un settore, il nostro, che aveva una posizione di preminenza e che ora ha una prospettiva difficile. Le aziende devono quindi evolversi, diversificare, non solo per quanto riguarda le colture, ma anche nelle attività, aggiungendo nuovi tasselli come, ad esempio, le fattorie didattiche». Anche Manrco Brustia, a capo di Cia Novara-Vercelli e Vco evidenzia: «I comparti del nostro territorio sono stati sottoposti a crisi cicliche. Le aziende devono variare le colture, ma anche gli obiettivi aziendali. Non basta più essere un agricoltore bisogna diventare un imprenditore, non soltanto puntando sulle rotazioni colturali, ma anche sulla multifunzionalità delle aziende».

 

Un’altra concorrenza

Un esempio di questa strategia è quella seguita da Fabrizio Rizzotti, socio Coldiretti e presidente di Campagna Amica: «Ho scelto di valorizzare il mio prodotto, dal riso Artiglio fino al Razza 77, una vecchia varietà che ora stiamo riscoprendo – conferma – ho iniziato a cercare nicchie di mercato, commercializzandole in proprio. Non possiamo fare concorrenza alle grandi potenze mondiali. Dobbiamo mettere in evidenza le nostre eccellenze, e il riso, con la sua sicurezza alimentare, è una di queste». Ribadisce il tema la presidente di Coldiretti Novara-Vco Sara Baudo: «Le nostre produzioni sono eterogenee e, allo stesso tempo, identitarie: il riso, il latte, con le loro filiere. I cereali, i salumi, il miele, la floricoltura, la carne: il futuro è sempre più nel legame col territorio. Sono stati ottenuti risultati importanti su questo fronte, come l’etichettatura obbligatoria di origine per il latte. Adesso bisogna promuovere il riso italiano, e la sua grande unicità che è il risotto».

 

Fonte: la stampa.it

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